Al nuovo anno…

•31 dicembre 2014 • Lascia un commento

Eccoci all’ultimo giorno dell’anno…ora direbbe qualcuno é il tempo di bilanci…ma per altri questo é il momento di speranze ed auspici…
Per tutti un piccolo pensiero…

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Poesia di Capodanno
di Pablo Neruda

Il giorno di Capodanno
Il primo giorno dell’anno
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte lo andiamo a ricevere
come se fosse un esploratore
che scende da una stella.

Come il pane, assomiglia al pane di ieri.
Come un anello a tutti gli anelli.
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline,
lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia
e poi, lo avvolgerà nell’ombra.
Eppure,
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare. 

Vi auguro un sereno 2015, che tutti i vostri desideri possano avverarsi…

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Di sondaggio in sondaggio… tra il serio ed il faceto Cagliari risponde

•8 settembre 2014 • Lascia un commento

entronellantro

sondaggio

Un vecchio adagio, tramandato da generazioni, dice che “solo chi non fa non sbaglia mai” e a mio parere, questa Giunta, pur facendo poco, riesce a sbagliare ma non si accorge e così a qualcuno della maggioranza, per aver cognizione della realtà, è venuta la brillante idea di chiedere ai cittadini lumi in merito al loro operato.

Così, alcuni consiglieri della maggioranza hanno lanciato un sondaggio sull’operato della Giunta in diversi blog e social media.
Il sondaggio si compone di ben 25 domande, molte delle quali aperte, che includono molti ambiti della vita cittadina.
Poco fà ho risposto al questionario, mi sono spogliato per un attimo del ruolo che mi compete, mi sono limitato a rispondere alle domande come semplice cittadino, che paga le tasse e usufruisce dei servizi pubblici, come lavoratore, che paga le tasse e svolge (delle volte con non poche difficoltà) la sua attività lavorativa, e come…

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Poesie di Wisława Szymborska

•17 aprile 2014 • Lascia un commento

Scrivere un curriculum

Che cos’è necessario?
È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.

È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.

È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

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Contributo alla statistica

Su cento persone:

che ne sanno sempre più degli altri
– cinquantadue;

insicuri a ogni passo
– quasi tutti gli altri;

pronti ad aiutare,
purché la cosa non duri molto
– ben quarantanove;

buoni sempre,
perché non sanno fare altrimenti
– quattro, be’, forse cinque;

propensi ad ammirare senza invidia
– diciotto;

viventi con la continua paura
di qualcuno o qualcosa
– settantasette;

dotati per la felicità,
– al massimo non più di venti;

innocui singolarmente,
che imbarbariscono nella folla
– di sicuro più della metà;

crudeli,
se costretti dalle circostanze
– è meglio non saperlo
neppure approssimativamente;

quelli col senno di poi
– non molti di più
di quelli col senno di prima;

che dalla vita prendono solo cose
– quaranta,
anche se vorrei sbagliarmi;

ripiegati, dolenti
e senza torcia nel buio
– ottantatré
prima o poi;

degni di compassione
– novantanove;

mortali
– cento su cento.
Numero al momento invariato.

Giuramento dei Ministri 2.0

•22 febbraio 2014 • Lascia un commento

Stamattina hanno prestato giuramento i nuovi Ministri secondo la canonica formula

« Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione. »

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riflettevo sull’operato degli ultimi Governi e pensavo alla formula canonica per il giuramento e ho notato che manca una parte, che ritengo importante, soprattutto in questo momento ritengo importante, manca il “non nuocere” .

Rileggendo il giuramento di Ippocrate questa convinzione si é radicata ancora di più…eccolo….

Consapevole dell’ importanza e della solennità dell’ atto che compio e dell’ impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’ uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell’ esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d’ urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell’Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’ esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall’ “accanimento” diagnostico e terapeutico.

Se il giuramento dei Ministri fosse strutturato come il giuramento di Ippocrate forse chi si appresta a giurare presterebbe più attenzione e lo farebbe in maniera più cosciente e attenta…

“Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua”

•20 febbraio 2014 • Lascia un commento

“Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua”.
Bertolt Brecht

Se la Bossi-Fini si chiamasse Turco-Napolitano non staremmo qui a contestarla (perché è una legge giusta)

•24 novembre 2013 • Lascia un commento

Dal blog di Paolo Truzzu

Se la Bossi-Fini si chiamasse Turco-Napolitano non staremmo qui a contestarla (perché è una legge giusta).

Quando sento qualche politico – o qualche simpatico militante massimalista di sinistra – invocare alla sospensione della legge Bossi-Fini, quella che regola gli afflussi migratori in Italia, mi domando: ma l’avrà mai letta?

Probabilmente molti si fermano ai cognomi dei firmatari: Bossi, il truce padano, e Fini, l’ex missino, non possono – nei loro ragionamenti – aver partorito nulla di buono.

In realtà la Bossi-Fini è una legge integrativa, che ne aggiusta una precedente: la Turco-Napolitano. E’ quest’ultima, datata 1998, per esempio, che rivela l’intento di regolamentare l’immigrazione, favorendo da un lato l’immigrazione regolare e scoraggiando l’immigrazione clandestina. E’ sempre quest’ultima, ancora, a usare la parola “clandestino” per l’immigrato non regolare e a farlo diventare destinatario di un provvedimento di espulsione dallo Stato. Sempre la Turco-Napolitano, poi, istituisce la figura del Centro di permanenza temporanea(all’articolo 12 della legge), il famigerato Cpt, per tutti gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera non immediatamente eseguibile”.

La Bossi-Fini viene dopo – nel 2002 – per regolamentare flussi migratori sempre più intensi sulle coste italiane. E’ una legge razzista? A mio avviso no. Perché è vero che è più severa verso gli immigrati non regolari – prevede che l’espulsione, emessa in via amministrativa dal Prefetto della Provincia dove viene rintracciato lo straniero clandestino, sia immediatamente eseguita con l’accompagnamento alla frontiera da parte della forza pubblica. Ma prevede anche il rilascio del permesso di soggiorno alle persone che dimostrino di avere un lavoro per il loro mantenimento economico e, soprattutto,  permessi di soggiorno speciali in applicazione del diritto di asilo.

In altre parole: secondo la legge è proibito entrare in Italia indiscriminatamente (come in ogni altro Paese del mondo), a meno che non si abbia un permetto di soggiorno o non si richieda soggiorno e asilo per motivi umanitari. Dove sta lo scandalo?

http://litaliaviva.wordpress.com/2013/10/16/se-la-bossi-fini-si-chiamasse-turco-napolitano-non-staremmo-qui-a-contestarla-perche-e-una-legge-giusta/

Quando l’educazione, i valori e l’amor proprio sono diventati un optional molto costoso?

•9 novembre 2013 • Lascia un commento

 

Mi ricordo quante volte i miei genitori e i miei parenti in generale quando ero piccola hanno passato ore ed ore a spiegarmi perché una cosa era giusta e un altra non lo era, quali sono le cose importanti e quali non lo sono.
Quante volte sono stata ripresa, quando ero bambina, davanti a tutti perché non salutavo quando entrano in un posto o perché non avevo ceduto il passo ad una persona adulta, o magari perché mi ero rivolta ad una gentile Signora senza utilizzare il “Lei”.
Ricordo ancora oggi molte di quelle sgridate nell’esatto istante in cui sto’ per compiere le azioni quotidiane.
Poi sono cresciuta e gli insegnamenti sono cambiati e si sono evoluti con il tempo, come un mosaico che si completa pian piano con ogni singola tessera. Educazione, Valori, Morale ed Etica pian piano hanno preso forma nella mia coscienza sino a diventare le lenti attraverso cui osservo il mondo.

Questo “piccolo” preambolo per dire quanto e’ stato semplice per me imparare e faticoso e impegnativo é stato per i miei insegnarlo. Impegnativo perché ha richiesto tempo e pazienza, tutto il tempo e la pazienza necessaria per formare una coscienza e spiegare perché una cosa é giusta e una é sbagliata. Perché la vita é preziosa e bisogna viverla in maniera dignitosa, perché é importante il rispetto verso se stessi e verso gli altri.

Educare un figlio richiede tempo e pazienza ma e’ un passaggio fondamentale per far si che un domani il fanciullo che si ha di fronte possa avere un posto dignitoso in una società dignitosa.

Prima si ricevevano tante piccole indicazioni, la base veniva data dai genitori e dai parenti, poi subentrava la scuola, poi la morale veniva formata anche col supporto della Chiesa e poi i tanti piccoli aiuti dati dall’esperienza.
Oggi, a malincuore, devo constatare che non e’ più così. Tengo a precisare che non vorrei generalizzare ma da quanto vedo si tratta ormai della maggioranza dei ragazzi…
Basta stazionare ad un angolo di una via e osservare…l’educazione basilare e’ diventata un optional. Per non parlare di come certi ragazzi (e purtroppo non solo ragazzi, anagraficamente parlando) si rivolgono a terzi. Provate a sedere in un ufficio postale e guardate quante persone rivolgono un saluto all’impiegato. E’ un esempio banale, e forse anche sciocco, ma e’ un segnale.

In questi giorni e’ su tutti i giornali la notizia delle baby prostitute dei Parioli. Ora tutti sono scandalizzati e meravigliati da come cosi’ di punto in bianco sia accaduto questo fatto.

Purtroppo alcuni di noi non riescono più a meravigliarsi, non perché il fatto non sia aberrante ma perché questo e’ solo uno dei risultati di una deriva iniziata da decenni.
Quando si vuol far passare ogni cosa per normale e lecita e’ questo che si ottiene.
Per questo non mi meraviglio quando leggo che le ragazzine si prostituiscono per pochi euro vedendosi ai compagni di scuola, per questo mi meraviglio meno quando leggo che c’era un organizzazione di baby prostitute in centro a Roma o delle “ragazze doccia” nei quartieri in di Milano. Certo lo stupore di uomini adulti che pagano per andare con ragazze poco piu che bambine quello resta…ma per alcuni potra’ sparire a breve.

Qualche giorno fa’ ho letto qualche articolo in merito, la comunita’ europea prevede che si inizi ad insegnare l’ “educazione sessuale” ai bambini sino dai 4 anni, secondo vari step ma ovviamente (come se fosse una cosa normale) senza affiancare un percorso di educazione della morale, a  seguire un articolo che espone l’argomento http://www.ilfoglio.it/soloqui/20493 (Manuale di autoerotismo didattico ad anni quattro).

Ma quello che mi ha scioccato in maniera maggiore e’ stata questa notizia ( http://mob.ilfoglio.it/soloqui/20492 ) – Gli psichiatri Usa sdoganano la pedofilia, da malattia a “orientamento” -.
Quindi secondo l’associazione degli psicologi Americani abusare di un bambino non e’ un comportamento aberrante, una patologia ma e’ semplicemente un “orientamento” e aggiungono anche (e ci vuole coraggio) che un bambino abusato non avra’ danni…

Quindi questa e’ la societa’ che si va delineando…una societa’ “civile” in cui ai bambini di 4 anni si insegna la masturbazione in classe, in cui essere abusati e’ lecito e normale…
Se questa e’ la societa’ “civile” preferisco essere incivile e continuare a pensare che la pedofilia sia un comportamento aberrante e malato, voglio vedere la famiglia tradizionale tutelata, e si sa’ che la Famiglia e’ composta da madre,padre e figli (non genitore1 e genitore2), voglio vivere in una societa’ in cui i valori esistono e sono rispettati. Forse chiedo troppo ma vorrei che le devianze, in tutti i campi, non diventassero normalita’ solo perche’ “fa figo” essere alternativi.