HABEMUS PAPAM FRACISCUM

•14 marzo 2013 • Lascia un commento

Annuntio vobis gaudium magnum;
Habemus Papam:
Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Georgium Marium
Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio qui sibi nomen imposuit Franciscum

Benedizione Apostolica “Urbi et Orbi”:
Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI.
Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.

E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!
E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo,
vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.

Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti
gli uomini e le donne di buona volontà. Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza.

Pregate per me e a presto!
Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma.
Buona notte e buon riposo!

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/elezione/index_it.htm

Il porno e l’Europa distratta Ha creato molto scalpore la notizia della possibile censura del porno su internet.

•13 marzo 2013 • Lascia un commento

Ha creato molto scalpore la notizia della possibile censura del porno su internet. Kartika Tamara Liotard, olandese, è stata relatrice della proposta di risoluzione sull’eliminazione degli stereotipi di genere nell’Unione Europea: un documento polpettone che i più coraggiosi possono scaricare dal sito del Parlamento europeo, e i più intrepidi addirittura leggerlo. Mi sono fatto forza e ho letto: un testo per certi versi sacrosanto, che sottolinea la necessità di eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti della donna. Per il resto ruota attorno alle solite recriminazioni piuttosto che rimarcare l’importanza del merito e della libertà della donna stessa, non certo bisognosa di scorciatoie per dimostrare il suo valore. Insomma, il cavallo di Troia per poi richiedere posti facili, quote rosa, seggi nei CdA, preferenze di genere e altre amenità varie.

La parte contestata cita: “divieto di forme di pornografia nei mezzi di informazione e pubblicità di turismo sessuale”. Il termine mezzi di informazione sottintende i “media”, e quindi anche internet. Insomma, la votazione di tutto il testo avrebbe comportato una guerra tutta europea tra polizia postale e cittadini, uomini e donne, liberi fruitori di materiale pornografico. Le proteste non si sono fatte attendere: un milione circa (un milione!) di e-mail sono state inviate al Parlamento europeo, tanto che le caselle di posta sono andate in tilt. Il Partito Pirata ha addirittura denunciato il tentativo di bloccare le missive che avessero per oggetto il caso, in modo da impedirne la visualizzazione da parte dei deputati.

In conclusione il testo è stato votato (chissà quanti deputati hanno realmente letto ciò che sembrava scritto dalla portavoce delle Femen) ma respingendo il porn ban e comportando l’approvazione parziale della risoluzione. Il caso ha creato grande scalpore e così non poteva essere vista l’enorme numero di cittadini e cittadine che fruiscono del materiale. Le associazioni e i movimenti libertari, oltre che il Partito Pirata, si sono scagliati contro il testo contestato, creando non poco imbarazzo al pudico Parlamento europeo. Un motivo in più per pensare che spesso alcuni nostri rappresentanti non conoscono il mondo reale e tutti i suoi bisogni.

di Michele Pisano

http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=55032&typeb=0&Il-porno-e-l%27Europa-distratta

Chiesa di lotta – Altro che intimidita dal mondo, la “generazione eroica” di B-XVI ruggisce, dice il teologo Reno – di Mattia Ferraresi

•3 marzo 2013 • Lascia un commento

Articolo tratto da “Il Foglio”

New York. “Plausibile, ma non probabile”:così il teologo americano Russell Ronald Reno – per tutti “Rusty” – sintetizza la lettura dell’abdicazione di Benedetto XVI e delle sfide della chiesa fatta dal filosofo Roger Scruton in un dialogo con il Foglio pubblicato la settimana scorsa. Scruton sostiene che la “la chiesa è stata intimidita” e le dimissioni sono anche la conseguenza della “debolezza strategica” della cristianità sotto il vigoroso assedio del laicismo militante. La vecchiaia e l’infermità sono dati che vanno messi nel contesto. Per il direttore di First Things – il giornale ecumenico che “ha dimostrato che è possibile essere cristiani intellettualmente compiuti”, come ha scritto Ross Douthat, columnist cattolico e conservatore del New York Times, un esperto di assedi culturali – è ragionevole, nella logica del mondo, porsi alcune domande: “L’abdicazione di Benedetto XVI è una concessione al mondo secolarizzato e al suo disprezzo per la vecchiaia e per tutto quello che si oppone al modello della giovinezza, del vigore e della competenza? Il suo abbandono va visto come una negazione del principio paolino per cui ‘il potere è reso perfetto nella debolezza’?”; ma non è questa, per Reno, la lente attraverso cui va letto il momento della chiesa. “Quando era giovane – dice Reno al Foglio – Ratzinger era ottimista sulla possibilità, per la chiesa cattolica, di estrarre dalla cultura secolarizzata il suo potenziale morale. Tuttavia, con un occidente secolarizzato che è diventato sempre più antagonista verso la verità della fede – e verso la verità in generale – Ratzinger è stato a ogni passo un interlocutore sobrio e realista, e spesso un critico. Niente della sua carriera di teologo, cardinale e infine Papa suggerisce che sia stato intimidito dal mondo. Al contrario, è stato chiaro, esplicito e fermo, non ha concesso nulla allo spirito del tempo”. Benedetto XVI è l’ultimo di quella che Reno chiama la “generazione eroica” dei padri del concilio, il teologo dell’“ermeneutica della continuità” che ha rifiutato la logica della rottura conciliare con le verità eterne della cristianità.

Il gesto di Benedetto XVI per Reno non è l’abbandono di fronte alla tempesta del laicismo ruggente che si è abbattuta sull’occidente, ma l’affermazione della continuità teologica della chiesa. La tensione fra la chiesa e il mondo, del resto, è un tratto originario della presenza cristiana ed è diventata una costante nella modernità. “Il Papa si è dimesso – continua Reno – perché ha pensato che era la cosa giusta per il bene della chiesa. Sa benissimo che il cristianesimo si trova di fronte a un attacco aggressivo del secolarismo che cerca di intimidirla per farle accettare il suo relativismo morale; sa anche che la chiesa ha accettato che troppi aspetti della sua vita fossero guidati da una logica secolarizzata. Forse Benedetto vede il decennio che viene come un periodo di grande prova per la chiesa, e desidera che ci sia un uomo capace di incarnare la forza intellettuale e la volontà necessaria per dirigere la chiesa dal trono di Pietro. Se così è stato, siamo di fronte a un colpo da maestro portato da un uomo con una forza enorme. Il problema di fondo, però, non è la minaccia di questo specifico tempo, ma la minaccia dei tempi in generale”. Per questo ora, dice Reno, serve un Papa che con “spirito di carità” e “coerenza” diventi l’erede della “generazione eroica” che si chiude con Benedetto XVI.

@mattiaferraresi
http://www.ilfoglio.it/soloqui/17111

 

Stiamo assistendo ad un tentativo di “modernizzazione” forzata e totale. Ogni aspetto della nostra vita appare come retrogrado se aderente ad un ideale o ad un credo.

Anche  se molti non lo vogliono ammettere la nostra cultura è legata a doppio filo con la cultura Cristiana Cattolica, le nostre radici identitarie sono quelle Cattoliche, il fulcro della nostra società è la famiglia ed è importante che i pilastri di una società vengano protetti e consolidati.

Per queste ragioni auspico che il successore di Benedetto XVI riaffermi, rafforzi e rinsaldi i dogmi della nostra Fede, fondamenta della nostra cultura e della nostra società. E’ necessario che il baluardo dei nostri Valori fondamentali sia difeso dagli attacchi che gli vengono mossi, con forza e fermezza.

BENEDETTO XVI UDIENZA GENERALE – Piazza San Pietro – Mercoledì, 27 febbraio 2013

•28 febbraio 2013 • Lascia un commento


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Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato!
Distinte Autorità!
Cari fratelli e sorelle!

Vi ringrazio di essere venuti così numerosi a questa mia ultima Udienza generale.

Grazie di cuore! Sono veramente commosso! E vedo la Chiesa viva! E penso che dobbiamo anche dire un grazie al Creatore per il tempo bello che ci dona adesso ancora nell’inverno.

Come l’apostolo Paolo nel testo biblico che abbiamo ascoltato, anch’io sento nel mio cuore di dover soprattutto ringraziare Dio, che guida e fa crescere la Chiesa, che semina la sua Parola e così alimenta la fede nel suo Popolo. In questo momento il mio animo si allarga ed abbraccia tutta la Chiesa sparsa nel mondo; e rendo grazie a Dio per le «notizie» che in questi anni del ministero petrino ho potuto ricevere circa la fede nel Signore Gesù Cristo, e della carità che circola realmente nel Corpo della Chiesa e lo fa vivere nell’amore, e della speranza che ci apre e ci orienta verso la vita in pienezza, verso la patria del Cielo.

Sento di portare tutti nella preghiera, in un presente che è quello di Dio, dove raccolgo ogni incontro, ogni viaggio, ogni visita pastorale. Tutto e tutti raccolgo nella preghiera per affidarli al Signore: perché abbiamo piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, e perché possiamo comportarci in maniera degna di Lui, del suo amore, portando frutto in ogni opera buona (cfr Col 1,9-10).

In questo momento, c’è in me una grande fiducia, perché so, sappiamo tutti noi, che la Parola di verità del Vangelo è la forza della Chiesa, è la sua vita. Il Vangelo purifica e rinnova, porta frutto, dovunque la comunità dei credenti lo ascolta e accoglie la grazia di Dio nella verità e nella carità. Questa è la mia fiducia, questa è la mia gioia.

Quando, il 19 aprile di quasi otto anni fa, ho accettato di assumere il ministero petrino, ho avuto la ferma certezza che mi ha sempre accompagnato: questa certezza della vita della Chiesa dalla Parola di Dio. In quel momento, come ho già espresso più volte, le parole che sono risuonate nel mio cuore sono state: Signore, perché mi chiedi questo e che cosa mi chiedi? E’ un peso grande quello che mi poni sulle spalle, ma se Tu me lo chiedi, sulla tua parola getterò le reti, sicuro che Tu mi guiderai, anche con tutte le mie debolezze. E otto anni dopo posso dire che il Signore mi ha guidato, mi è stato vicino, ho potuto percepire quotidianamente la sua presenza. E’ stato un tratto di cammino della Chiesa che ha avuto momenti di gioia e di luce, ma anche momenti non facili; mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Questa è stata ed è una certezza, che nulla può offuscare. Ed è per questo che oggi il mio cuore è colmo di ringraziamento a Dio perché non ha fatto mai mancare a tutta la Chiesa e anche a me la sua consolazione, la sua luce, il suo amore.

Siamo nell’Anno della fede, che ho voluto per rafforzare proprio la nostra fede in Dio in un contesto che sembra metterlo sempre più in secondo piano. Vorrei invitare tutti a rinnovare la ferma fiducia nel Signore, ad affidarci come bambini nelle braccia di Dio, certi che quelle braccia ci sostengono sempre e sono ciò che ci permette di camminare ogni giorno, anche nella fatica. Vorrei che ognuno si sentisse amato da quel Dio che ha donato il suo Figlio per noi e che ci ha mostrato il suo amore senza confini. Vorrei che ognuno sentisse la gioia di essere cristiano. In una bella preghiera da recitarsi quotidianamente al mattino si dice: «Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano…». Sì, siamo contenti per il dono della fede; è il bene più prezioso, che nessuno ci può togliere! Ringraziamo il Signore di questo ogni giorno, con la preghiera e con una vita cristiana coerente. Dio ci ama, ma attende che anche noi lo amiamo!

Ma non è solamente Dio che voglio ringraziare in questo momento. Un Papa non è solo nella guida della barca di Pietro, anche se è la sua prima responsabilità. Io non mi sono mai sentito solo nel portare la gioia e il peso del ministero petrino; il Signore mi ha messo accanto tante persone che, con generosità e amore a Dio e alla Chiesa, mi hanno aiutato e mi sono state vicine. Anzitutto voi, cari Fratelli Cardinali: la vostra saggezza, i vostri consigli, la vostra amicizia sono stati per me preziosi; i miei Collaboratori, ad iniziare dal mio Segretario di Stato che mi ha accompagnato con fedeltà in questi anni; la Segreteria di Stato e l’intera Curia Romana, come pure tutti coloro che, nei vari settori, prestano il loro servizio alla Santa Sede: sono tanti volti che non emergono, rimangono nell’ombra, ma proprio nel silenzio, nella dedizione quotidiana, con spirito di fede e umiltà sono stati per me un sostegno sicuro e affidabile. Un pensiero speciale alla Chiesa di Roma, la mia Diocesi! Non posso dimenticare i Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato, le persone consacrate e l’intero Popolo di Dio: nelle visite pastorali, negli incontri, nelle udienze, nei viaggi, ho sempre percepito grande attenzione e profondo affetto; ma anch’io ho voluto bene a tutti e a ciascuno, senza distinzioni, con quella carità pastorale che è il cuore di ogni Pastore, soprattutto del Vescovo di Roma, del Successore dell’Apostolo Pietro. Ogni giorno ho portato ciascuno di voi nella preghiera, con il cuore di padre.

Vorrei che il mio saluto e il mio ringraziamento giungesse poi a tutti: il cuore di un Papa si allarga al mondo intero. E vorrei esprimere la mia gratitudine al Corpo diplomatico presso la Santa Sede, che rende presente la grande famiglia delle Nazioni. Qui penso anche a tutti coloro che lavorano per una buona comunicazione e che ringrazio per il loro importante servizio.

A questo punto vorrei ringraziare di vero cuore anche tutte le numerose persone in tutto il mondo, che nelle ultime settimane mi hanno inviato segni commoventi di attenzione, di amicizia e di preghiera. Sì, il Papa non è mai solo, ora lo sperimento ancora una volta in un modo così grande che tocca il cuore. Il Papa appartiene a tutti e tantissime persone si sentono molto vicine a lui. E’ vero che ricevo lettere dai grandi del mondo – dai Capi di Stato, dai Capi religiosi, dai rappresentanti del mondo della cultura eccetera. Ma ricevo anche moltissime lettere da persone semplici che mi scrivono semplicemente dal loro cuore e mi fanno sentire il loro affetto, che nasce dall’essere insieme con Cristo Gesù, nella Chiesa. Queste persone non mi scrivono come si scrive ad esempio ad un principe o ad un grande che non si conosce. Mi scrivono come fratelli e sorelle o come figli e figlie, con il senso di un legame familiare molto affettuoso. Qui si può toccare con mano che cosa sia Chiesa – non un’organizzazione, un’associazione per fini religiosi o umanitari, ma un corpo vivo, una comunione di fratelli e sorelle nel Corpo di Gesù Cristo, che ci unisce tutti. Sperimentare la Chiesa in questo modo e poter quasi toccare con le mani la forza della sua verità e del suo amore, è motivo di gioia, in un tempo in cui tanti parlano del suo declino. Ma vediamo come la Chiesa è viva oggi!

In questi ultimi mesi, ho sentito che le mie forze erano diminuite, e ho chiesto a Dio con insistenza, nella preghiera, di illuminarmi con la sua luce per farmi prendere la decisione più giusta non per il mio bene, ma per il bene della Chiesa. Ho fatto questo passo nella piena consapevolezza della sua gravità e anche novità, ma con una profonda serenità d’animo. Amare la Chiesa significa anche avere il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre davanti il bene della Chiesa e non se stessi.

Qui permettetemi di tornare ancora una volta al 19 aprile 2005. La gravità della decisione è stata proprio anche nel fatto che da quel momento in poi ero impegnato sempre e per sempre dal Signore. Sempre – chi assume il ministero petrino non ha più alcuna privacy. Appartiene sempre e totalmente a tutti, a tutta la Chiesa. Alla sua vita viene, per così dire, totalmente tolta la dimensione privata. Ho potuto sperimentare, e lo sperimento precisamente ora, che uno riceve la vita proprio quando la dona. Prima ho detto che molte persone che amano il Signore amano anche il Successore di san Pietro e sono affezionate a lui; che il Papa ha veramente fratelli e sorelle, figli e figlie in tutto il mondo, e che si sente al sicuro nell’abbraccio della vostra comunione; perché non appartiene più a se stesso, appartiene a tutti e tutti appartengono a lui.

Il “sempre” è anche un “per sempre” – non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio.

Ringrazio tutti e ciascuno anche per il rispetto e la comprensione con cui avete accolto questa decisione così importante. Io continuerò ad accompagnare il cammino della Chiesa con la preghiera e la riflessione, con quella dedizione al Signore e alla sua Sposa che ho cercato di vivere fino ad ora ogni giorno e che vorrei vivere sempre. Vi chiedo di ricordarmi davanti a Dio, e soprattutto di pregare per i Cardinali, chiamati ad un compito così rilevante, e per il nuovo Successore dell’Apostolo Pietro: il Signore lo accompagni con la luce e la forza del suo Spirito.

Invochiamo la materna intercessione della Vergine Maria Madre di Dio e della Chiesa perché accompagni ciascuno di noi e l’intera comunità ecclesiale; a Lei ci affidiamo, con profonda fiducia.

Cari amici! Dio guida la sua Chiesa, la sorregge sempre anche e soprattutto nei momenti difficili. Non perdiamo mai questa visione di fede, che è l’unica vera visione del cammino della Chiesa e del mondo. Nel nostro cuore, nel cuore di ciascuno di voi, ci sia sempre la gioiosa certezza che il Signore ci è accanto, non ci abbandona, ci è vicino e ci avvolge con il suo amore. Grazie!

 http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&tic=VA_6ZD38BN2

Soltanto pazzo, soltanto poeta – di Friedrich Nietzsche -

•21 febbraio 2013 • Lascia un commento

Nell’aria rischiarata,
quando già la consolazione
della rugiada stilla sopra la terra,
invisibile e inudita
- poiché come tutti i dolci consolatori indossa
la confortatrice rugiada delicati calzari -
allora ricordi, ricordi, cuore ardente,
come fosti assestato, un tempo,
come, stanco e riarso, fosti assestato
di lacrime celesti e gocce di rugiada,
mentre su gialli sentieri d’erba
tra neri alberi ti correvano intorno
malvagi sguardi serali del sole.
Il pretendente della ‘verità’ – tu? così schernivano
no! soltanto un poeta!
un astuto, rapace, strisciante animale
che deve mentire,
che sapendo, volendo, deve mentire,
bramoso di preda,
variamente mascherato,
maschera egli stesso,
egli stesso preda
‘questo’ – il pretendente della verità?…
Soltanto pazzo! Soltanto poeta!
Che parla in modo variopinto,
che dalle maschere di pazzo parla confusamente,
arrampicandosi su menzogneri ponti di parole,
aggirandosi, strisciando
su arcobaleni di menzogne
tra falsi cieli-
‘soltanto’ pazzo! ‘soltanto’ poeta!…
Questo- il pretendente della verità?…
Non quieto, rigido, piano, freddo,
divenuto immagine,
pilastro di Dio,
non innalzato dinanzi ai templi,
un guardiano di Dio:
no! ostile a simili statue di virtù,
più nelle selve che nei templi di casa,
colmo di una felina spavalderia
che salta oltre ogni finestra
hop! in ogni casualità,
fiutando ogni foresta vergine,
tu che corresti nelle foreste vergini
tra variegati e arruffati animali da preda
empiamente sano e bello e variopinto,
con labbra vogliose,
beato di scherno, beato d’inferno, beato di brama di sangue,
predando, strisciando, ‘mentendo’ corresti…
Oppure simile all’aquila che a lungo,
a lungo immobile scruta gli abissi,
i ‘suoi’ abissi…
- oh, come quiggiù esse
si inanellano in basso, in dentro,
in sempre più fonde profondità!-
Poi,
d’un tratto,
con volo diritto
e slancio improvviso
gettarsi su ‘agnelli’ a precipizio,
affamato, bramoso di agnelli, adirato
con tutte le anime d’agnello
furiosamente adirato con tutto ciò che ha
sguardi virtuosi, di pecora, sguardi dal vello ricciuto,
ottusi, muniti della benevolenza del latte d’agnello…
Quindi
come di aquila, di pantera
sono le bramosie del poeta,
sono, dietro mille maschere, le ‘tue’ bramosie,
tu pazzo! tu poeta!…
Tu che vedesti l’uomo
come ‘dio’ e come ‘pecora’-,
‘sbranare’ il dio nell’uomo
come la pecora nell’uomo
e ‘ridere’ sbranando -
‘questa, questa è la tua beatitudine’,
la beatitudine di una pantera e di un’aquila,
la beatitudine di un poeta e di un pazzo!…
Nell’aria rischiarata,
quando già la falce della luna
verde tra rossi di porpora
e invidiosa si insinua,
-avversa al giorno,
ad ogni passo segretamente
falciando amache di rose,
fino a quando esse cadono,
pallide cadono verso la notte:
così io stesso caddì, una volta,
dalla mia follia di verità
dalle mie bramosie del giorno,
stanco del giorno, sofferente per la luce,
-caddì in giù, verso la sera, verso l’ombra,
bruciato da una sola
verità e assetato
-ricordi ancora, ricordi, cuore ardente,
com’eri assetato allora?-
‘che io sia bandito
da ogni verità!’
‘Soltanto’ pazzo! ‘soltanto’ poeta!…

Più che un auspicio una speranza

•17 febbraio 2013 • 2 commenti

penna-stilograficaChe cosa sarebbe la vita senza speranza? Una scintilla che sprizza dal carbone e si spegne; e come nella torbida stagione si ode una folata di vento, che spira un istante e poi va morendo, così sarebbe pure di noi!

( Friedrich Hölderlin)

 

La speranza e’ l’unico sentimento che, nonostante tutto, non mi ha mai abbandonato. Sara’ una semplice e mera illusione o, forse un estremo tentativo di trarre forza per sopportare qualcosa di insopportabile, o, magari, la mera illusione che ci sia un limite al peggio e che una volta toccato il fondo un barlume di lucidità  non ci spinga ad iniziare a scavare.

Chiamatela speranza, chiamatela illusione, chiamatela ingenuità  ma questa compagna mi e’ stata vicina, in ogni momento della mia vita, e ancora mi accompagna.

Poi mi vengono in mente le parole di San Tommaso Moro

“Signore, dammi la forza di cambiare le cose che si possono cambiare.
Dammi il coraggio di accettare le cose che non si possono cambiare.
Signore, dammi il buonsenso di distinguere le prime cose dalle seconde”

Alcune cose possiamo cambiarle e possiamo farlo da soli, per altre dobbiamo sperare nel buonsenso degli altri, anche di quegli altri che non conosciamo e dei quali non sappiamo niente.

La mia speranza e’ che il baratro verso cui stiamo lentamente correndo possa essere evitato, e questo può  essere fatto solo da chi sa guidare…passa in secondo piano se la guida verrà  affidata a chi seguirebbe la stessa strada che farei io, ma, ciò  che assume veramente importanza e’ la capacita’ di affrontare e gestire la situazione.
A cosa servirebbe chi, in questa situazione, si mettesse ad urlare ed inveire contro chi ha guidato l’auto sino a 100 metri prima senza però prendere in mano i comandi (che per altro gli sono totalmente sconosciuti) e fare qualcosa???

O ancora…se tu stessi male e avessi necessita’ di un intervento chirurgico complesso a chi ti affideresti? Ad un professore di comprovata esperienza, anche se la sua corposa parcella (magari pagata anche in nero) finirà  nel suo già  abbondantemente corposo conto in banca; o ad un giovane medico che non ha mai visto una sala operatoria, solo perché inveisce contro i primari e contro la “casta” dei professori???

In ciascuna di queste situazioni io sceglierei sempre l’esperienza e la capacita’…certo il pilota può  sbagliare strada o causare un incidente, e il professore può  sbagliare degli interventi e sicuramente in una vita passata ad operare avrà  perduto qualche paziente…ma senza ombra di dubbio sceglierei l’esperienza.
Si sbaglia, si commettono errori più o meno gravi ma si può  sbagliare solo se si ha operato [come dicevano i saggi: solo chi non fa non sbaglia] …e’ molto, troppo facile salire su un piedistallo e puntare il dito contro chi ha fatto, urlando, sbraitando e vomitando insulti verso chi fino al giorno precedente ha operato. Ma chi e’ colui che sale sul pulpito??? Ma soprattutto perché’ sale su quel pulpito a vomitare insulti???

In queste ultime settimane abbiamo assistito a molte di queste scene, professionisti, giornalisti e comici falliti che attaccano la politica, anzi attaccano gli uomini e le donne che fanno politica…ma…per quale ragione indossano il mantello del supereroe ??? Pubblicamente solo perché  ritengono di poter salvare il nostro paese, chi sparando insulti a destra e a sinistra, e talvolta al centro, chi fino al giorno prima dell’accettazione di candidatura sbandierava una fede politica che ora rinnega…e altri ancora… chissà’ perché  le elezioni fanno sempre spuntare qualche nuovo “salvatore della patria”… Per carità  non tutti sono degli inetti, c’e’ qualcuno che almeno conosce bene l’economia e tutti i suoi meandri…ma la questione fondamentale e’ :
perché’ adesso sono tutti pronti a vestire i panni dell’eroe salvatore della Patria contro quei politici che altri nn sono se non mostri, cattivi e pure antipatici???

Non so perché  ma il primo ed unico pensiero che mi viene in mente e’ che anche a loro fa gola quella fetta di potere che gli altri hanno gestito per anni. Fa gola non solo il potere ma la possibilità  di esercitarlo, anche se sicuramente non sono in grado di farlo. Soldi e potere hanno mosso le genti per millenni e continuano a farlo. Il potere fa gola a tutti ma no tutti sono in grado di gestirlo…ricordiamo quello che diceva Kissinger (un uomo che sapeva cosa era il potere)

Il potere è l’afrodisiaco supremo.

Quindi la mia speranza e’ che venga fatta una scelta ponderata, ragionata e logica.

Qualunque sia la scelta di schieramento quello che conta e’ compiere una scelta sensata e utile…su una barca se ci sono 4 remi i vogatori devono remare tutti nella stessa direzione e a coppie seguendo il ritmo del vogatore in modo tale che la barca vada avanti e sia controllabile, altrimenti se ciascun vogatore remasse per proprio conto la barca non andrebbe da nessuna parte, navigherebbe senza timoniere in balia delle correnti e dei venti.Avere troppi passeggeri che si spostano da una parte all’altra della barca senza avere una collocazione propria può  essere d’aiuto solo se si vuole far affondare la barca prima del tempo

Ecco la mia speranza: una scelta ponderata, ragionata, logica e sopratutto UTILE  per la governabilità  del paese, e’ necessario avere una netta maggioranza. I piccoli partiti, soprattutto quelli che nascono per le elezioni e che sono destinati a morire per il fuoco amico, sparato dai commilitoni che si azzuffano per una briciola caduta dal tavolo, sono utili solo a far colore sulla scheda elettorale…colori e simboli evanescenti come le nuvole…

…parole…

•6 novembre 2012 • Lascia un commento

Un noto proverbio dice
Chi sa, fa.
Chi non sa, insegna.
Chi non sa nemmeno insegnare, dirige.
Chi non sa nemmeno dirigere, fa il politico.
Chi non sa nemmeno fare il politico, lo elegge.”

A questo detto saggio si potrebbe aggiungere un verso:
“Chi non sa fare niente di tutto cio’ fa’ l’opinionista, o il conduttore di un talk show”

Quotidianamente l’etere e la rete sono invasi dall’inutilita’ e dal non senso, e’ sufficiente accendere la tv o fare una ricerca su qualunque argomento “di attualita” sul web per essere sommersi dalle banalita’ e da una miriade di commenti assurdi, e in molti casi privi di logica.
Sino a qualche (parecchi) anni fa’ prima di pubblicare e ancora di più di parlare di una notizia in tv si faceva un operazione chiamata verifica dell’informazione, operazione che a quanto pare e’ diventata troppo complessa, impegnativa o dispendiosa (almeno dal punto di vista del tempo)…quindi si assiste ad una cosa di questo tipo: la Sig.ra X dice qualcosa alla Sig.ra Y (magari aggiungendo la frase tipica del pettegolezzo, o come si dice ora “gossip”, «te lo dico in confidenza,non dirlo a nessuno») e l’ultima la racconta ad altre 10 persone…dopo qualche ora qualcuno posta la frase sentita (ovviamente modificata dalla catena del passaparola) su FB o Twitter…ecco le fonti attendibili. Ora questa e’ un esasperazione, ma nn penso che certa “stampa” segua un metodo diverso.
Di queste «notizie» poi, buona parte delle volte, si parla nei talk show (i cosiddetti salotti buoni della tv), ogni rete ne ha almeno uno, e chiunque, sottolineo chiunque, puo’ intervenirvi in veste di opinionista, ovviamente deve soddisfare delle condizioni fondamentali (che ovviamente non possono essere delle qualita’ banali, tipo avere un minimo di conoscenza nella materia oggetto del discorrere):
-essere un ex qualcosa (grande fratello, fattoria, x factor, tronista di Maria de Filippi) o aver fatto qualcosa in tv (anche solo aver portato un caffè al conduttore)
-essere in grado di urlare
-conoscere almeno 5 parole e intervallare un inesistente pensiero con la frase (ovviamente urlata) «mi vuoi far parlare» o «sto’ cercando di esprimere un concetto» o ancora «quando hai parlato tu io ti ho ascoltato,ora lasciamo parlare»
-avere al proprio attivo almeno una o due uscite di scena con lancio del microfono (che poi mi chiedo ma quanto cosa un radio microfono, poco visto che li lanciano peggio che i coriandoli a carnevale)
-o qualita’ ancora più apprezzata oggi avere un titolo davanti al nome (On., Sen., e Min. sono i più gettonati

Poi si aggiunge un conduttore/conduttrice che sia capace di fare almeno un espressione (che solitamente corrisponde a quella del merluzzo congelato imbottito di botox) e si ha il cocktail perfetto per un programma di successo.

In tutto questo, quello che mi meraviglia di più non sono tanto i dementi che studiano e trasmettono il programma, ma quei decelebrati (che a quanto pare sono tanti) che li seguono. Io davvero, giuro ho provato a seguirlo, anche con un affezionato telespettatore medio, ma nn sono riuscita a trovare una motivazione pseudo-umana.
La meraviglia e lo stupore arrivano quando si guarda senza audio (due ragioni la prima é che il volume della tv non sara’ mai abbastanza basso per riuscire a non trasmettere gli ultrasuoni prodotti da almeno una delle ospiti,la seconda é che questi programmi utilizzano molte scritte in sovraimpressione) succede sempre più o meno la stessa cosa in molti programmi. Conduttore/rice al centro due fazioni (spontanee????), primo piano sul conduttore/trice, sottopancia, rissa al centro dello studio…qualunque sia l’argomento!!!
Questo e’ un vero e proprio mistero…ma come diavolo fanno a seguire dei programmi cosi’, ma soprattutto come si puo’ avere il coraggio di chiamarli programmi di approfondimento!!!! Ma approfondimento di cosa???? Della fossa che qualcuno sta’ scavando per il proprio cervello????
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