Poesie di Wisława Szymborska

•17 aprile 2014 • Lascia un commento

Scrivere un curriculum

Che cos’è necessario?
È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.

È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.

È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

image

Contributo alla statistica

Su cento persone:

che ne sanno sempre più degli altri
- cinquantadue;

insicuri a ogni passo
- quasi tutti gli altri;

pronti ad aiutare,
purché la cosa non duri molto
- ben quarantanove;

buoni sempre,
perché non sanno fare altrimenti
- quattro, be’, forse cinque;

propensi ad ammirare senza invidia
- diciotto;

viventi con la continua paura
di qualcuno o qualcosa
- settantasette;

dotati per la felicità,
- al massimo non più di venti;

innocui singolarmente,
che imbarbariscono nella folla
- di sicuro più della metà;

crudeli,
se costretti dalle circostanze
- è meglio non saperlo
neppure approssimativamente;

quelli col senno di poi
- non molti di più
di quelli col senno di prima;

che dalla vita prendono solo cose
- quaranta,
anche se vorrei sbagliarmi;

ripiegati, dolenti
e senza torcia nel buio
- ottantatré
prima o poi;

degni di compassione
- novantanove;

mortali
- cento su cento.
Numero al momento invariato.

Giuramento dei Ministri 2.0

•22 febbraio 2014 • Lascia un commento

Stamattina hanno prestato giuramento i nuovi Ministri secondo la canonica formula

« Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione. »

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riflettevo sull’operato degli ultimi Governi e pensavo alla formula canonica per il giuramento e ho notato che manca una parte, che ritengo importante, soprattutto in questo momento ritengo importante, manca il “non nuocere” .

Rileggendo il giuramento di Ippocrate questa convinzione si é radicata ancora di più…eccolo….

Consapevole dell’ importanza e della solennità dell’ atto che compio e dell’ impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’ uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell’ esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d’ urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell’Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’ esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall’ “accanimento” diagnostico e terapeutico.

Se il giuramento dei Ministri fosse strutturato come il giuramento di Ippocrate forse chi si appresta a giurare presterebbe più attenzione e lo farebbe in maniera più cosciente e attenta…

“Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua”

•20 febbraio 2014 • Lascia un commento

“Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua”.
Bertolt Brecht

Se la Bossi-Fini si chiamasse Turco-Napolitano non staremmo qui a contestarla (perché è una legge giusta)

•24 novembre 2013 • Lascia un commento

Dal blog di Paolo Truzzu

Se la Bossi-Fini si chiamasse Turco-Napolitano non staremmo qui a contestarla (perché è una legge giusta).

Quando sento qualche politico – o qualche simpatico militante massimalista di sinistra – invocare alla sospensione della legge Bossi-Fini, quella che regola gli afflussi migratori in Italia, mi domando: ma l’avrà mai letta?

Probabilmente molti si fermano ai cognomi dei firmatari: Bossi, il truce padano, e Fini, l’ex missino, non possono – nei loro ragionamenti – aver partorito nulla di buono.

In realtà la Bossi-Fini è una legge integrativa, che ne aggiusta una precedente: la Turco-Napolitano. E’ quest’ultima, datata 1998, per esempio, che rivela l’intento di regolamentare l’immigrazione, favorendo da un lato l’immigrazione regolare e scoraggiando l’immigrazione clandestina. E’ sempre quest’ultima, ancora, a usare la parola “clandestino” per l’immigrato non regolare e a farlo diventare destinatario di un provvedimento di espulsione dallo Stato. Sempre la Turco-Napolitano, poi, istituisce la figura del Centro di permanenza temporanea(all’articolo 12 della legge), il famigerato Cpt, per tutti gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera non immediatamente eseguibile”.

La Bossi-Fini viene dopo – nel 2002 – per regolamentare flussi migratori sempre più intensi sulle coste italiane. E’ una legge razzista? A mio avviso no. Perché è vero che è più severa verso gli immigrati non regolari – prevede che l’espulsione, emessa in via amministrativa dal Prefetto della Provincia dove viene rintracciato lo straniero clandestino, sia immediatamente eseguita con l’accompagnamento alla frontiera da parte della forza pubblica. Ma prevede anche il rilascio del permesso di soggiorno alle persone che dimostrino di avere un lavoro per il loro mantenimento economico e, soprattutto,  permessi di soggiorno speciali in applicazione del diritto di asilo.

In altre parole: secondo la legge è proibito entrare in Italia indiscriminatamente (come in ogni altro Paese del mondo), a meno che non si abbia un permetto di soggiorno o non si richieda soggiorno e asilo per motivi umanitari. Dove sta lo scandalo?

http://litaliaviva.wordpress.com/2013/10/16/se-la-bossi-fini-si-chiamasse-turco-napolitano-non-staremmo-qui-a-contestarla-perche-e-una-legge-giusta/

Quando l’educazione, i valori e l’amor proprio sono diventati un optional molto costoso?

•9 novembre 2013 • Lascia un commento

 

Mi ricordo quante volte i miei genitori e i miei parenti in generale quando ero piccola hanno passato ore ed ore a spiegarmi perché una cosa era giusta e un altra non lo era, quali sono le cose importanti e quali non lo sono.
Quante volte sono stata ripresa, quando ero bambina, davanti a tutti perché non salutavo quando entrano in un posto o perché non avevo ceduto il passo ad una persona adulta, o magari perché mi ero rivolta ad una gentile Signora senza utilizzare il “Lei”.
Ricordo ancora oggi molte di quelle sgridate nell’esatto istante in cui sto’ per compiere le azioni quotidiane.
Poi sono cresciuta e gli insegnamenti sono cambiati e si sono evoluti con il tempo, come un mosaico che si completa pian piano con ogni singola tessera. Educazione, Valori, Morale ed Etica pian piano hanno preso forma nella mia coscienza sino a diventare le lenti attraverso cui osservo il mondo.

Questo “piccolo” preambolo per dire quanto e’ stato semplice per me imparare e faticoso e impegnativo é stato per i miei insegnarlo. Impegnativo perché ha richiesto tempo e pazienza, tutto il tempo e la pazienza necessaria per formare una coscienza e spiegare perché una cosa é giusta e una é sbagliata. Perché la vita é preziosa e bisogna viverla in maniera dignitosa, perché é importante il rispetto verso se stessi e verso gli altri.

Educare un figlio richiede tempo e pazienza ma e’ un passaggio fondamentale per far si che un domani il fanciullo che si ha di fronte possa avere un posto dignitoso in una società dignitosa.

Prima si ricevevano tante piccole indicazioni, la base veniva data dai genitori e dai parenti, poi subentrava la scuola, poi la morale veniva formata anche col supporto della Chiesa e poi i tanti piccoli aiuti dati dall’esperienza.
Oggi, a malincuore, devo constatare che non e’ più così. Tengo a precisare che non vorrei generalizzare ma da quanto vedo si tratta ormai della maggioranza dei ragazzi…
Basta stazionare ad un angolo di una via e osservare…l’educazione basilare e’ diventata un optional. Per non parlare di come certi ragazzi (e purtroppo non solo ragazzi, anagraficamente parlando) si rivolgono a terzi. Provate a sedere in un ufficio postale e guardate quante persone rivolgono un saluto all’impiegato. E’ un esempio banale, e forse anche sciocco, ma e’ un segnale.

In questi giorni e’ su tutti i giornali la notizia delle baby prostitute dei Parioli. Ora tutti sono scandalizzati e meravigliati da come cosi’ di punto in bianco sia accaduto questo fatto.

Purtroppo alcuni di noi non riescono più a meravigliarsi, non perché il fatto non sia aberrante ma perché questo e’ solo uno dei risultati di una deriva iniziata da decenni.
Quando si vuol far passare ogni cosa per normale e lecita e’ questo che si ottiene.
Per questo non mi meraviglio quando leggo che le ragazzine si prostituiscono per pochi euro vedendosi ai compagni di scuola, per questo mi meraviglio meno quando leggo che c’era un organizzazione di baby prostitute in centro a Roma o delle “ragazze doccia” nei quartieri in di Milano. Certo lo stupore di uomini adulti che pagano per andare con ragazze poco piu che bambine quello resta…ma per alcuni potra’ sparire a breve.

Qualche giorno fa’ ho letto qualche articolo in merito, la comunita’ europea prevede che si inizi ad insegnare l’ “educazione sessuale” ai bambini sino dai 4 anni, secondo vari step ma ovviamente (come se fosse una cosa normale) senza affiancare un percorso di educazione della morale, a  seguire un articolo che espone l’argomento http://www.ilfoglio.it/soloqui/20493 (Manuale di autoerotismo didattico ad anni quattro).

Ma quello che mi ha scioccato in maniera maggiore e’ stata questa notizia ( http://mob.ilfoglio.it/soloqui/20492 ) – Gli psichiatri Usa sdoganano la pedofilia, da malattia a “orientamento” -.
Quindi secondo l’associazione degli psicologi Americani abusare di un bambino non e’ un comportamento aberrante, una patologia ma e’ semplicemente un “orientamento” e aggiungono anche (e ci vuole coraggio) che un bambino abusato non avra’ danni…

Quindi questa e’ la societa’ che si va delineando…una societa’ “civile” in cui ai bambini di 4 anni si insegna la masturbazione in classe, in cui essere abusati e’ lecito e normale…
Se questa e’ la societa’ “civile” preferisco essere incivile e continuare a pensare che la pedofilia sia un comportamento aberrante e malato, voglio vedere la famiglia tradizionale tutelata, e di sa’ che la Famiglia e’ composta da madre,padre e figli (non genitore1 e genitore2), voglio vivere in una societa’ in cui i valori esistono e sono rispettati. Forse chiedo troppo ma vorrei che le devianze, in tutti i campi, non diventassero normalita’ solo perche’ “fa figo” essere alternativi.

Lettera aperta di Piergiorgio Massidda a Silvio Lai

•29 settembre 2013 • Lascia un commento

Qualche giorno fa il Consiglio di Stato ha cassato la nomina di Piergiorgio Massidda alla presidenza dell’Autorità portuale di Cagliari.

a seguire l’articolo tratto dall’ANSA che illustra “brevemente” la sentenza…

(ANSA) – CAGLIARI, 26 SET – Terremoto All’Autorità portuale di Cagliari: il Consiglio di Stato ha accolto oggi il ricorso di Massimo Deiana, docente di diritto dei Trasporti, contro la sentenza del Tar che dava ragione all’attuale numero uno Piergiorgio Massidda. Il dispositivo è molto chiaro: si deve concludere per l’illegittimità della designazione di Massidda “per la mancanza – si legge – di un qualsiasi titolo di studio comunque implicante il possesso di competenze anche genericamente raccordabili con la materia”.

Non solo. I giudici contestano anche “l’estraneità al settore delle pur vaste attività professionali, politiche e parlamentari” dell’attuale presidente dell’Authority “le quali non concernevano affatto i settori dell’economia dei trasporti”.

Troppo brevi, inoltre, per il Consiglio di Stato le “esperienze quale presidente della VIII Commissione Trasporti (per meno di un anno) o di quella dell’analoga struttura presso la Provincia di Cagliari, le quali dunque non potevano certo far presupporre il conseguimento delle competenze teoriche e pratiche richieste”.

Insomma, dicono i giudici accogliendo il ricordo, “anche a voler ammettere in via teorica la sussistenza di esperienze professionali di Massidda nei settori dell’economia dei trasporti, non si può affermare che tale esperienza avrebbero raggiunto quella di grado massimo” richiesto dalla legge.

Piegiorgio Massidda (Pdl) era arrivato alla presidenza con la nomina del ministro il 23 settembre del 2011. Ma Deiana aveva presentato subito ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo aveva poi respinto la richiesta del docente universitario che però era andato avanti sino al Consiglio di Stato. Oggi la sentenza che rischia di lasciare l’Autorità senza presidente.

Dall’opposizione i primi commenti. “Per guidare un’Autorità portuale occorrono requisiti specifici – attacca Silvio Lai, senatore del Pd e segretario regionale del partito – non basta essere stato senatore del Pdl. Quanto stabilito sia di monito per il ministro Lupi e per il Governo, su queste e su altre nomine”. Massidda sta tornando in città: era ad Amburgo a una Fiera sulle crociere e si accingeva ad andare a Montecarlo per presentare, tra l’altro, il bando dei maxiyacht al Molo Ichnusa.

(ANSA).

A poche ore dalla sentenza gli Onorevoli del PD non hanno perso tempo contestando la nomina di Fedele Sanciu a commissario straordinario dell’Autorità Portuale del Nord Sardegna: Silvio Lai, Gian Piero Scanu e Romina Mura chiedono al che “il ministro Lupi congeli, in autotutela, la nomina alla guida dell’Autorità portuale del Nord Sardegna e riferisca in Commissione Trasporti della Camera anche sulla situazione che si è venuta a creare a Cagliari, dopo la sentenza del Consiglio di Stato”.

Aggiugo io che probabilmente la stessa richiesta verrà avanzata anche per quanto riguarda l’Autorità Portuale di Cagliari qualora il Commissario straordinario provenga dalle fila del PdL o FI.

A seguire la Lettera aperta di Piergiorgio Massidda a Silvio Lai

Caro Silvio Lai,
permettimi questa lettera aperta. Nel leggere i tuoi attacchi sui giornali e vedendo l’interrogazione che farai al Ministro dei Trasporti non posso che farmi e farti delle domande sul livello di imbarbarimento politico in atto anche in Sardegna. Le faccio a te perché hai la responsabilità di guidare un grande partito e perché ti ho sempre considerato un avversario corretto e responsabile. Le faccio a una persona di cui mi onoro dell’amicizia e che stimo da sempre. La politica è capace di far cambiare così velocemente idea e opinioni personali?
Vorrei riuscire a capire chi è il vero Silvio: quello che accolsi nel mio ufficio in Autorità Portuale che lodava il mio operato come presidente e parlava di progetti e proposte per il porto di Cagliari o ancora recentemente mi elogiava in Senato davanti a tanti colleghi di destra e sinistra, o quello che mi attacca ora sui giornali, facendo credere che ci sia stata una grave irregolarità nella mia nomina? Cosa ho fatto per farti cambiare opinione? Cosa ha turbato la tua coscienza da non permetterti di riconoscere risultati evidenti a qualunque cittadino?
La rigidità di questa sentenza cancella anni di interpretazione della legge sulle nomine negli enti pubblici e non solo sui porti. Farai delle interrogazioni per rivedere tutte le nomine a cui hai partecipato o che hai ispirato? Spero che tu non faccia parte di quelli che dicono che le leggi si “interpretano per gli amici e si applicano per i nemici”. Quanti enti virtuosi verranno decapitati? Silvio ho lasciato la poltrona da senatore per amore verso la mia città, tu lo faresti? Basta vedere le scelte di altri nostri colleghi per capire che sono stato una mosca bianca, molti parlamentari hanno cumulato cariche e stipendi. Il mio lavoro in Autorità portuale non ha bisogno del sostegno di un amico o di un commento partigiano ha bisogno di onestà nel riconoscere successi e prospettive. Per me parlano numeri e fatti. Ho dimostrato sul campo la mia competenza con risultati che sono di dominio pubblico. Ti invito a parlare con chi lavora in porto, con gli operai, coi loro sindacati, loro ti racconteranno cosa sta succedendo nel porto di Cagliari. Il maggiore riconoscimento mi arriva in queste ore dalle tantissime testimonianze di affetto che vengono dai cittadini e da rappresentanti delle istituzioni anche del tuo schieramento e partito, e dalle offerte di lavoro all’estero di importanti società del settore. Non sono solito a prese di posizione come questa ma la situazione mi amareggia e mi meraviglia che una persona sensibile come te possa usare questo momento per distruggere l’evidenza di un lavoro fatto nel solo interesse dei miei concittadini. Ti saluto con immutata e sincera stima.

Questo fatto denota che la cosiddetta meritocrazia che tanto viene ricercata vale solo in alcuni casi.

A parlare in questo caso specifico sono i fatti. il porto di Cagliari in questi ultimi anni è cambiato completamente portando lustro alla città di Cagliari, anche se questa non si è dimostrata pronta all’accoglienza dei turisti.

Colui che secondo il Consiglio di Stato non ha le capacità per operare è stato in grado di fare molto più di parecchi dei suoi “titolati e competenti” predecessori.

Resta quindi un ragionevole dubbio: quali sono i fattori che determinano una comprovata esperienza settoriale? Conta di più avere un titolo afferente o avere la capacità di ideare e realizzare progetti ambiziosi e fare grande una città?

 

stralcio della conferenza stampa

http://www.unionesarda.it/video/video/2013/09/30/lacrime_accuse_urla_l_addio_di_massidda_al_porto_di_cagliari-19-332133.html

Putin’s Short Speech to the Duma

•26 agosto 2013 • 1 commento

“In Russia live Russians. Any minority, from anywhere, if it wants to live in Russia, to work and eat in Russia, should speak Russian, and should respect the Russian laws. If they prefer Sharia Law, then we advise them to go to those places where that’s the state law. Russia does not need minorities. Minorities need Russia, and we will not grant them special privileges, or try to change our laws to fit their desires, no matter how loud they yell ‘discrimination’. We better learn from the suicides of America, England, Holland and France, if we are to survive as a nation. The Russian customs and traditions are not compatible with the lack of culture or the primitive ways of most minorities. When this honorable legislative body thinks of creating new laws, it should have in mind the national interest first, observing that the minorities are not Russians.”

“In Russia vivono i russi. Qualsiasi minoranza, da qualsiasi luogo, se vuole vivere in Russia, per lavorare e mangiare in Russia, dovrebbe parlare russo, e dovrebbe rispettare le leggi russe. Se preferiscono la legge della Sharia, allora noi li consigliamo di andarsene in quei Paesi dove questa è la legge dello Stato. La Russia non ha bisogno di minoranze. Le minoranze hanno bisogno della Russia, e noi non concederemo loro privilegi speciali, o provare a cambiare le nostre leggi per soddisfare i loro desideri: non importa quanto forte urleranno ‘discriminazione’. Noi apprendiamo dai suicidi in America, Inghilterra, Olanda e Francia, se vogliamo sopravvivere come nazione. Gli usi e le tradizioni russe non sono compatibili con la mancanza di cultura o dei modi primitivi della maggior parte delle minoranze. Quando questo onorevole corpo legislativo pensa di creare nuove leggi, dovrebbe avere in mente prima l’interesse nazionale, osservando che le minoranze non sono russi.”

Al termine di questo breve discorso I politici della Duma hanno tributato a Putin una standing ovation di cinque minuti.

Vorrei sottolineare che si tratta della Russia…e che il concetto principale di questo breve discorso è basato su un normale concetto: IL RISPETTO!

probabilmente una ministro che ci troviamo al Governo (putroppo) non annovera tra le sue conoscenze le basilari regole dell’educazione e del galateo dell’ospite…proverò a ricordarne alcune

 

Doveri dell’ospite
L’ospite ha anzitutto il dovere di dare il minor disturbo possibile.
E’ buona norma comunicare il giorno e l’ora dell’arrivo, preoccupandosi che non siano scomodi per il padrone di casa. Con la stessa sollecitudine vanno poi comunicati l’ora e il giorno della partenza.
Non presentatevi a mani vuote, ma portate ai ragazzi o alla padrona di casa un presente che consegnerete loro dopo la sistemazione in camera, quando vi troverete con la famiglia al completo.
Nella case moderne non c’è personale domestico. Sarà dunque l’ospite che terrà sempre la sua camera in ordine.
L’ospite deve mostrarsi sempre lieto e sereno; se ha qualche lieve disturbo, non ne parla, per non preuccupare i padroni di casa.
Egli potrà mantenere le proprie consuetudini lasciando completa libertà ai suoi ospiti di vivere la vita a cui sono abituati; ma non deve esagerare in questa libertà: per esempio sia sempre puntuale all’ora dei pasti; e cerchi di passare le ore della sera con i suoi ospiti, a meno che questi abbiano qualche altro impegno.
Chi è invitato in casa d’altri, e ha qualche necessità di vitto o di abitudini, lo dica francamente ai padroni di casa: sarà un piacere per loro poter usare una speciale attenzione al loro invitato.
Non bisogna mai abusare dell’ospitalità, anche se questa è cordiale e simpatica. Anche se i propri ospiti insistono perché rimaniate ancora, quando la permanenza è già durata a lungo, bisogna decidersi ad andarsene.
Prima di andar via, salutate e ringraziate tutti i componenti della famiglia. Spedite poi un biglietto di ringraziamento, con vive espressioni di gratitudine per la bella ospitalità.

 

Ovviamente M.Della Casa non ha scritto una sezione del galateo specifica per “il perfetto immigrato clandestino” ma alcune di queste semplici regole possono essere reinterpretate e adattate al caso in questione.

 

Ovviamente la regola d’oro è sempre quella del RISPETTO verso chi, suo malgrado, ospita; verso le leggi dello stato che si vuole raggiungere; verso la cultura e la religione propri del popolo che si intende disturbare….ma forse le basilari leggi del vivere civile e comune non sono poi così comuni e note a tutti…ministro incluso…

Ciascuno deve vivere la propria vita: come meglio e più gli piace…ricordandosi che la propria libertà finisce dove inizia la libertà altrui.

 
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